Palio Bosino
La prima citazione documentale della chiesa di Varese risale al 922. Nel 1068 appare citato per la prima volta il mercato di Varese (che già allora si teneva il lunedì). Dopo il mille Varese partecipò alle vicende storiche che interessarono tutto il resto della Lombardia. Nel 1035 ricevette le donazioni dell'arcivescovo milanese Ariberto che voleva assicurarsi la fedeltà del borgo. Nel 1045 venne eletto arcivescovo di Milano il varesino Guido da Velate il quale, sostenendo l'imperatore, si oppose al papa e al movimento religioso della pataria. Nel 1120 avvenne la famosa incursione da parte dei comaschi e il borgo di Varese venne saccheggiato e gli abitanti fatti prigionieri. Questo perchè gli abitanti di Varese appoggiavano Milano contro Como. Intanto, però, nonostante le guerre, il borgo di Varese prosperava grazie al mercato della Motta e godeva di una modesta autonomia amministrativa e giudiziaria come tesitmoniano reperti documentali risalenti al 1148 e 1162. Il borgo continutò a svilupparsi anche nel 1200, quando venne esteso all'interno dell'ansa del torrente Vellone ed era protetto da mura ove si aprivano sei porte. La Porta Rezzano si trovava in fondo all'attuale via Marcobi e immetteva sulla strada per S.Maria del Monte; la Porta Regondello era nei pressi della Cavedra; la Porta di S.Martino vicino all'omonima chiesa; la Porta Milano presso la contrada Pozzovaghetto e infine c'erano la Porta Motta e la Porta Campagna.
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